CPEC

CPEC Can Turn Around Pakistan’s Economic Fortune!

By November 27, 2020September 28th, 2026No Comments

China Pakistan Economic Corridor (CPEC) carries in its lap lucrative prospects for Pakistan’s economy to thrive. There is no gainsaying the fact that Pakistan’s economic fortune seems bright in the wake of CPEC as it is an economic jackpot which will result in an inclusive economic development of Pakistan.

Currently, Pakistan has been at face with severe economic crisis and this can be testified from the recently passed budget by PTI government for fiscal year 2019-2020. Here is an overview of some of the economic challenges highlighted in the budget which indicate that the country’s battle against economic meltdown is, indeed, serious. As per the recently presented budget, Pakistan’s total debt and liabilities have reached Rs 31,000 billion during the last ten years along foreign debt and liabilities reaching up to $97 billion. The country’s foreign exchange reserves have fallen from $18 billion to less than $10 billion.The current account deficit between income and expenditure has reached $20 million.

In the wake of dismal economic figures which PTI government says it has borrowed from previous governments, PTI government, as part of its policy to overcome economic crisis, has set an overwhelming target of Rs 5,555 billion revenue collection via taxes along imposition of controls on expenditure with the aim of reducing primary deficit to 0.6% of GDP.

Come Riconoscere la Dipendenza dal Gioco: la Guida di Fortunareale

Il gioco d’azzardo è una forma di intrattenimento diffusa in Italia e in tutto il mondo, ma per una parte significativa delle persone che vi si avvicinano può trasformarsi in una dipendenza vera e propria. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, si stima che in Italia tra il 2% e il 3% della popolazione adulta presenti comportamenti problematici legati al gioco d’azzardo, con una percentuale che sale considerevolmente tra i giovani tra i 18 e i 25 anni. Riconoscere i segnali di allarme in tempo è fondamentale non solo per chi gioca, ma anche per familiari, amici e professionisti della salute mentale che si trovano a interagire con persone potenzialmente a rischio. La dipendenza dal gioco, clinicamente definita come disturbo da gioco d’azzardo, è riconosciuta dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) sin dal 2013 come una vera patologia comportamentale, paragonabile per meccanismi neurobiologici alle dipendenze da sostanze. Questo articolo si propone di fornire una guida dettagliata per identificare i segnali precoci e avanzati di tale dipendenza, comprendere i meccanismi psicologici che la alimentano e conoscere le risorse disponibili per chi cerca aiuto.

I Segnali Precoci della Dipendenza dal Gioco

La dipendenza dal gioco raramente si manifesta in modo improvviso. Si tratta di un processo graduale che attraversa diverse fasi, ognuna caratterizzata da segnali specifici che, se riconosciuti tempestivamente, possono fare la differenza tra un intervento precoce e una spirale difficile da interrompere. Nella fase iniziale, il giocatore problematico tende a trascorrere un tempo sempre maggiore nelle attività di gioco, spesso giustificandolo come un modo per rilassarsi o per sfuggire a stress lavorativi o personali. Questo utilizzo del gioco come meccanismo di coping è uno dei primi indicatori da monitorare.

Un altro segnale precoce riguarda il fenomeno della tolleranza: proprio come accade con le sostanze psicoattive, il giocatore sente il bisogno di aumentare progressivamente le puntate per ottenere lo stesso livello di eccitazione iniziale. Chi inizialmente si accontentava di scommesse da pochi euro comincia a puntare somme sempre più elevate, non necessariamente perché voglia vincere di più, ma perché il cervello si è adattato agli stimoli e richiede una dose maggiore per produrre la stessa risposta dopaminergica. Questo meccanismo è stato ampiamente documentato dalla ricerca neuroscientifica: studi condotti presso l’Università di Cambridge hanno dimostrato che nei giocatori problematici le aree cerebrali associate alla ricompensa mostrano una risposta ridotta agli stimoli ordinari, rendendo il gioco l’unica fonte di gratificazione percepita come sufficientemente intensa.

Sul piano comportamentale, i segnali precoci includono anche una crescente irritabilità quando si tenta di ridurre o interrompere il gioco, il pensiero ossessivo legato alle sessioni di gioco passate o future, e la tendenza a nascondere le proprie attività di gioco ai familiari. Quest’ultimo aspetto è particolarmente significativo: la segretezza è spesso uno dei primi comportamenti che emergono, poiché il giocatore percepisce inconsciamente che la quantità di tempo e denaro dedicata al gioco non sarebbe considerata accettabile dalle persone vicine. Nascondere estratti conto, aprire conti correnti separati, mentire sulla propria posizione geografica durante le sessioni di gioco online sono tutti comportamenti che rientrano in questa categoria.

È importante anche considerare il cosiddetto “chasing delle perdite”, ovvero il tentativo compulsivo di recuperare il denaro perso attraverso ulteriori sessioni di gioco. Questo comportamento è tra i più caratteristici del disturbo da gioco d’azzardo e rappresenta un punto di svolta nella progressione della dipendenza. Il giocatore smette di giocare per divertimento o per il piacere del gioco stesso e inizia a farlo con l’obiettivo primario di azzerare le perdite accumulate, creando un circolo vizioso che porta inevitabilmente a perdite ancora maggiori.

I Meccanismi Psicologici che Alimentano la Dipendenza

Per comprendere appieno la dipendenza dal gioco è necessario analizzare i meccanismi cognitivi e psicologici che la sostengono. Uno dei più studiati è la cosiddetta “illusione del controllo”, descritta per la prima volta dalla psicologa Ellen Langer nel 1975 in una serie di esperimenti diventati classici nella letteratura psicologica. Questo bias cognitivo porta il giocatore a credere di poter influenzare l’esito di eventi che sono invece determinati esclusivamente dalla casualità. Chi gioca alle slot machine può sviluppare rituali specifici, convinto che premere il pulsante in un determinato modo o in un certo momento aumenti le probabilità di vincita. Chi gioca a roulette può credere di aver identificato pattern nelle uscite dei numeri. Queste convinzioni, per quanto irrazionali, sono estremamente resistenti alla confutazione logica e tendono a rafforzarsi paradossalmente anche di fronte alle perdite.

Un altro meccanismo centrale è il cosiddetto “near miss effect”, l’effetto del quasi-vincita. Quando un giocatore manca la vincita per un soffio — ad esempio ottenendo due simboli identici su tre in una slot machine — il cervello interpreta questo risultato in modo simile a una vittoria, attivando i circuiti della ricompensa quasi nella stessa misura. I produttori di macchine da gioco hanno sfruttato questo meccanismo sin dagli anni ’80 per progettare dispositivi che massimizzano il coinvolgimento del giocatore, e la ricerca condotta dall’Università di Exeter nel 2009 ha dimostrato empiricamente che i near miss aumentano significativamente la motivazione a continuare a giocare, anche in soggetti che non presentano una dipendenza conclamata.

Sul piano emotivo, la dipendenza dal gioco si intreccia frequentemente con altri disturbi psicologici. Studi epidemiologici condotti in diversi paesi europei indicano che tra il 50% e il 70% dei giocatori problematici presenta una comorbilità con disturbi dell’umore come depressione e disturbo bipolare, disturbi d’ansia o dipendenze da sostanze. In molti casi, il gioco diventa un tentativo di automedicazione: le sensazioni di eccitazione e di temporanea euforia che accompagnano le sessioni di gioco offrono un sollievo momentaneo da stati emotivi difficili da gestire. Questo spiega perché molti giocatori problematici riferiscono di giocare con maggiore intensità nei periodi di stress, lutto o difficoltà relazionale.

Per chi vuole approfondire queste dinamiche e comprendere meglio come si manifesta la dipendenza nel contesto del gioco online, è possibile leggi di più sul sito di Fortunareale, dove vengono analizzati in dettaglio i fattori di rischio specifici delle piattaforme digitali e le differenze rispetto al gioco in luoghi fisici.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il ruolo delle distorsioni cognitive nel mantenimento della dipendenza. Il giocatore problematico sviluppa nel tempo un sistema di credenze irrazionali che rendono il gioco percettivamente più sicuro e controllabile di quanto non sia in realtà. Queste credenze includono la “fallacia del giocatore” — la convinzione che dopo una lunga serie di risultati negativi sia statisticamente più probabile una vincita — e la tendenza a ricordare selettivamente le vittorie dimenticando le perdite, un fenomeno noto come “selective recall bias”. Entrambi questi meccanismi sono stati documentati in numerosi studi clinici e rappresentano obiettivi specifici degli interventi terapeutici cognitivo-comportamentali, attualmente considerati il trattamento di prima scelta per il disturbo da gioco d’azzardo.

Come Distinguere il Gioco Ricreativo dalla Dipendenza Patologica

Una delle domande più frequenti che si pongono sia i giocatori stessi che le persone loro vicine riguarda la distinzione tra un comportamento di gioco normale e una dipendenza vera e propria. Non esiste una soglia quantitativa precisa — né in termini di frequenza né di denaro speso — che separi automaticamente il gioco ricreativo da quello problematico. La valutazione deve tenere conto di una serie di criteri qualitativi che riguardano l’impatto del gioco sulla vita del soggetto in diverse aree funzionali.

Il DSM-5 elenca nove criteri diagnostici per il disturbo da gioco d’azzardo, e la diagnosi richiede la presenza di almeno quattro di questi criteri nell’arco di un periodo di dodici mesi. I criteri includono: la necessità di somme sempre maggiori per ottenere l’eccitazione desiderata (tolleranza); l’irrequietezza o l’irritabilità quando si tenta di ridurre o interrompere il gioco (astinenza); tentativi ripetuti e falliti di controllare, ridurre o smettere di giocare; pensieri persistenti e ricorrenti legati al gioco; il gioco come risposta a stati emotivi negativi; il chasing delle perdite; la menzogna per nascondere il proprio coinvolgimento nel gioco; la compromissione di relazioni significative, del lavoro o dello studio a causa del gioco; e infine il ricorso ad altri per ottenere denaro con cui coprire le perdite legate al gioco.

Un elemento discriminante fondamentale è la perdita di controllo percepita. Il giocatore ricreativo mantiene la capacità di stabilire limiti di tempo e di denaro e di rispettarli. Può decidere di non giocare per un periodo prolungato senza sperimentare disagio significativo. Il giocatore problematico, al contrario, riferisce di non riuscire a smettere una volta iniziato, di giocare per periodi più lunghi di quanto pianificato e di sentirsi incapace di rispettare i limiti che si è autoimposto. Questa perdita di controllo non è una questione di forza di volontà insufficiente, come spesso erroneamente si crede, ma riflette alterazioni neurobiologiche nei sistemi di controllo degli impulsi, in particolare nelle connessioni tra la corteccia prefrontale e il sistema limbico.

Fortunareale ha sviluppato una serie di strumenti informativi per aiutare i giocatori a valutare autonomamente il proprio comportamento di gioco, basandosi su scale validate come il South Oaks Gambling Screen (SOGS) e il Problem Gambling Severity Index (PGSI). Questi strumenti, ampiamente utilizzati in ambito clinico e di ricerca, permettono di ottenere un’indicazione preliminare del livello di rischio e possono rappresentare un primo passo verso la consapevolezza e la ricerca di supporto professionale.

È utile anche considerare l’impatto finanziario come indicatore. Il giocatore problematico tende a spendere somme che vanno ben oltre il budget che si era prefissato, a contrarre debiti per finanziare il gioco, a vendere beni personali o a chiedere prestiti a familiari e amici. In Italia, secondo i dati del Ministero della Salute riferiti al periodo 2019-2022, il debito medio accumulato da un giocatore patologico prima di cercare aiuto si aggirava intorno ai 30.000-40.000 euro, una cifra che illustra chiaramente le conseguenze economiche devastanti di questa condizione quando non viene trattata tempestivamente.

Le Risorse di Supporto e i Percorsi di Cura Disponibili in Italia

Il sistema di cura per il disturbo da gioco d’azzardo in Italia si è strutturato in modo più organico a partire dal 2012, anno in cui il Ministero della Salute ha emanato le prime linee guida specifiche per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico. Da allora, la rete dei Servizi per le Dipendenze (SerD) presenti su tutto il territorio nazionale ha progressivamente integrato programmi specifici per i giocatori problematici, affiancando i percorsi già esistenti per le dipendenze da sostanze.

Il trattamento di elezione per il disturbo da gioco d’azzardo è la psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT), che mira a identificare e modificare le distorsioni cognitive descritte in precedenza, a sviluppare strategie di coping alternative e a lavorare sulla prevenzione delle ricadute. Studi clinici randomizzati condotti in Europa e negli Stati Uniti indicano che la CBT produce miglioramenti significativi in circa il 60-70% dei pazienti che completano il trattamento. In alcuni casi, la terapia individuale viene affiancata da sessioni di gruppo, che offrono il vantaggio aggiuntivo del supporto tra pari e della riduzione del senso di isolamento e vergogna che spesso accompagna questa condizione.

Sul fronte farmacologico, sebbene non esista ancora un farmaco specificamente approvato per il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo, alcune classi di farmaci hanno mostrato risultati promettenti in studi clinici. I naltrexone e la nalmefene, antagonisti degli oppioidi, hanno dimostrato una certa efficacia nel ridurre la craving e l’urgenza di giocare, agendo sui circuiti della ricompensa. Gli antidepressivi serotoninergici possono essere utili nei casi in cui la dipendenza si accompagna a disturbi dell’umore o d’ansia. Queste opzioni farmacologiche vengono valutate caso per caso dallo specialista, tenendo conto del profilo clinico complessivo del paziente.

Un ruolo importante è svolto anche dai gruppi di auto-aiuto, in particolare dai Giocatori Anonimi (GA), che seguono un modello basato sui dodici passi analogo a quello degli Alcolisti Anonimi. Presenti in Italia sin dagli anni ’80, i gruppi GA offrono un ambiente di supporto non giudicante in cui i giocatori possono condividere le proprie esperienze e ricevere sostegno da persone che hanno affrontato le stesse difficoltà. Per i familiari dei giocatori problematici esiste invece Gam-Anon, un programma parallelo che aiuta i congiunti a comprendere la natura della dipendenza e a sviluppare strategie per proteggere il proprio benessere emotivo.

Nel contesto del gioco online, le piattaforme autorizzate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) sono tenute per legge a offrire strumenti di gioco responsabile, tra cui la possibilità di impostare limiti di deposito, di perdita e di sessione, nonché la possibilità di richiedere l’autoesclusione temporanea o permanente. Il Registro Pubblico delle Autoesclusioni (AAMS), istituito nel 2010 e successivamente aggiornato nelle sue procedure, permette ai giocatori di escludersi da tutte le piattaforme autorizzate con un’unica richiesta. Fortunareale ha dedicato una sezione specifica alle politiche di gioco responsabile, illustrando in dettaglio come utilizzare questi strumenti e quali sono i diritti del giocatore secondo la normativa vigente.

Per chi si trova in una situazione di crisi acuta o ha bisogno di un supporto immediato, il Telefono Verde contro il Gioco d’Azzardo (TVGA), gestito dall’Istituto Superiore di Sanità e raggiungibile al numero 800 558 822, offre consulenza gratuita e anonima sette giorni su sette. Il servizio, attivo dal 2012, ha registrato negli anni un costante aumento delle chiamate, segno di una crescente consapevolezza del problema ma anche della persistente necessità di risorse accessibili e facilmente raggiungibili.

Riconoscere la dipendenza dal gioco è il primo e più importante passo verso il recupero. La complessità neurobiologica e psicologica di questo disturbo rende indispensabile un approccio informato e privo di pregiudizi, sia da parte di chi ne soffre direttamente sia da parte delle persone che lo circondano. Gli strumenti diagnostici esistono, i percorsi terapeutici sono efficaci e le risorse di supporto sono accessibili: la chiave sta nel riconoscere i segnali in tempo e nel superare la barriera della vergogna che troppo spesso ritarda la richiesta di aiuto. Una maggiore diffusione di informazioni accurate e scientificamente fondate, come quelle che portali specializzati come Fortunareale si impegnano a promuovere, contribuisce a costruire una cultura del gioco più consapevole e responsabile, in cui la prevenzione e il sostegno alle persone vulnerabili occupano un posto centrale.

Thus, in the wake of what seems on the face value economically which has been compounded by recently concerted efforts of the opposition political parties to replace the incumbent government, it seems like it’s hoping against hope to see Pakistan making its way out of economic quagmire in near future. However, this is not the case as it’s like judging a book by its cover. In reality, Pakistan’s economic prospects are brighter than ever before in the wake of pace of development that is going on in China Pakistan Economic Corridor (CPEC) projects, especially in Gwadar port development. It’s a matter of short time for Pakistan’s economy to bounce back from economic void.

Here, it is important to bring in readers’ attention that CPEC is an economic project between Pakistan and China having a worth of $46 billion and it is an offshoot of China’s vision of One Belt, One Road (OBOR). OBOR is a China’s vision to connect itself with Asia and Europe through a network of roads and maritime routes. Chinese President Xi envisaged the vision of OBOR for China’s global connectivity in 2013. To actualize OBOR, China has been working on six economic corridors around the globe in which CPEC is one of them. CPEC is 15 years economic project that will last from 2015 to 2030 and will be executed in four phases. Currently, the project is in second phase.

Moreover, under CPEC, China wants to connect its Northwestern city Kashgar with Gwadar in South of Pakistan through a network of highways, railways, and natural gas and oil pipelines. Once the corridor becomes actualized, it will act as a doorway for trade among China, Africa and Middle East. The upside for China in CPEC is that it will lower the cost of oil transactions for China from Middle East as, prior to CPEC, China had to cover 12,000 km distance in order to make an oil transaction which was quite costly because of large distance but, via Gwadar port, the cost of oil transaction will lower down because of short route.

In addition to that, as part of CPEC, a huge investment is going on in Gwadar as it is the port in Gwadar that will connect China with around 65 to 70 countries across the globe. For this, Gwadar is being turned into a global metropolitan that can deal effectively with all international transactions. Development of Gwadar is one the core areas of investment in CPEC.

Business firms across China are investing in various capacities to make Gwadar a well-developed trade zone in future through logistics and Infrastructural development.

The other day, the China Overseas Ports Holding Ltd invested US $250 Million and built a 25-acre modern Industrial Park in Gwadar Port Free Zone. The free zone has reportedly all the basic amenities of life. It is equipped with well-paved roads, sanitized water pipes, 24/7 electricity, telecommunication services in the likes of internet and telephone, security fence and waste disposal facilities. Business firms are in competition with one another to invest in Gwadar Port Free Zone because Gwadar promises to pay in huge returns due to its economic potential in near future. The rising pace of investment in Gwadar Port Free Zone can be testified from the fact that more than thirty business firms across Pakistan and China have made 3 billion yuan of direct investment in the free zone. These investments have been made in hotel, bank, insurance, financial leasing, logistics, overseas warehousing, grain and oil processing, aquatic product processing, and home appliances assembly. Such is the pace of development going on in Gwadar which is the core project of CPEC. There is no gainsaying the fact that the yearly output value of these investments will exceed 5 billion once they become operational which will be a boon for businesses who have invested in Gwadar.

The geo-economic and geo-strategic significance of Gwadar port has made Gwadar a point of investment for businesses across Pakistan and China. This is good for Pakistan in general and Balochistan in particular which though is the largest province of Pakistan, yet that is the least developed province as compared to other provinces of Pakistan. Gwadar’s development will certainly impact development of Balochistan.

To turn CPEC into reality via development of Gwadar city and play an active role in the development of Balochistan, almost all the businesses have been investing in general; however, Rafi Group, in particular, has outstood among all businesses in its commitment to turn Gwadar into a global metropolitan. For readers’ convenience, Rafi Group is a real estate firm that was established in 1978 and has headquarter in Lahore. The firm is currently running Green Palms Gwadar which is a housing project. Green Palms Gwadar is located in Gwadar city on prime land adjacent to the Makran Coastal Highway.

It is worth sharing here that Rafi Group was the first business group which, quite earlier than the launch of CPEC, invested in Gwadar with the sole aim of uplifting the livelihood of the people of Gawadar and is currently running a housing scheme in Gwadar with all basic facilities in the likes of mosque, community club, postal services, spacious lush green parks, lawnsand educational institutions. Moreover, it has systems such as underground electricity, sewerage disposal mechanism, fresh water supply along quality infrastructure and modern telecommunication network which keeps the environment of Green Palms clean, modern and worth inspiration.

One other distinction that makes Rafi group outstanding among businesses in Gwadar is that Green Palms Gwadar is located in the mainstream city of Gwadar which gives it an edge to play an active role in development of Gwadar as compared to other businesses with respect to providing a housing scheme that is safe, secure and environmental friendly.

Green Palms Gwadar is playing a key role in development of Gwadar keeping in view its centrality in global trade in upcoming times and this is vision of Rafi Group for running Green Palms Gwadar.

Here, it is important to mention that getting returns on investment in Gwadar for businesses is like growing a Chinese bamboo tree which does not grow instantly. It is said about the bamboo tree that once it is sown, it takes five years for the seed of the tree to break the ground. However, once it sprouts, it turns into 90 feet tall bamboo tree within five weeks.

Similarly, businesses investing in Gwadar may not get instant results; however, once Gwadar port gets operational, businesses will thrive like bamboo tree within months. Gwadar provides most lucrative prospects to businesses as with each passing year the returns on investments are becoming doubled.

Lastly, the rising trend of investments being made by businesses in Gwadar which will certainly help in actualization of CPEC sooner than later carries a message in its lap that best days for Pakistan’s economy are yet to come and it’s not all over yet!

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